RAVASI PRO MESSA TRIDENTINA

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SetteOttobre
00Wednesday, November 7, 2007 12:04 PM


Monsignor Ravasi denuncia la scarsa lettura della Bibbia e promuove la Messa tridentina: “Un monumento nella storia della Chiesa”. E sulla Tv: “Troppo violenta e volgare”



di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO - Parla a tutto campo, Monsignor Gianfranco Ravasi, neo presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Intervistato da ‘Petrus’, l’Arcivescovo spazia dai rapporti scienza-fede alla musica, dal canto gregoriano ai talk show televisivi. Paziente e gentile nei modi, il prelato mette a proprio agio l'interlocutore: caratteristica delle persone che si sanno davvero confrontare.

Eccellenza, ultimamente un sondaggio ha rivelato che solo il 16% degli italiani, di cui pochissimi giovani, legge la Bibbia. Da famoso biblista, come giudica questo dato?

"E’ certamente allarmante, ma esiste una spiegazione. Erroneamente si e' creduto per tanto tempo che la Bibbia fosse legata solo ai corsi di catechismo. E invece non è affatto cosi’. La Bibbiia deve essere un libro di continua consultazione. Molti, finendo il catechismo, non hanno piu' letto con la dovuta frequenza questo importante testo, con i risultati che purtroppo sono sotto gli occhi di tutti".

Monsignor Ravasi, ravvisa anche qualche responsabilita' della Chiesa a monte della disaffezione diffusa verso la Bibbia?

"Sicuramente. Quando i dati statistici sono cosi' bassi, non e' serio ne' onesto gettare le colpe sugli altri. Anche noi uomini di Chiesa abbiamo le nostre colpe, con un’evangelizzazione che spesso non e' all'altezzza della situazione. Non a caso, la conferma dell’urgenza di recuperare la lettura della Bibbia e' rappresentata dal fatto che il prossimo Sinodo dei Vescovi di tutto il mondo riguardera', appunto, il modo di avvicinarsi alla Bibbia e la sua divulgazione".

Roma, nel prossimo fine settimana, ospitera' il Congresso Internazionale dei fedeli tradizionalisti. Quale e' il Suo giudizio, da ‘Ministro della Cultura’ del Vaticano, sulla Messa tridentina?

"Favorelissimo. Rappresenta un monumento nella storia della Chiesa e della civilta'. Come sarebbe mai possibile rinnegare la tradizione? Basti pensare, ad esempio, alla nobilta' del canto gregoriano e del latino. Si tratta di un gioiello che andava difeso e valorizzato. Ovviamente, la difesa del rito tridentino non comporta affatto l’esclusione del ‘Novus Ordo’ e di una Messa celebrata in lingua locale. Direi che sono due approcci diversi ma entrambi apprezzabili".

Passiamo alla Tv: sembra lanciare messaggi sempre più sbagliati…

"Esatto. Prenda i talk show: si assiste sempre di piu' ad un’aggressione reciproca, ad un tentativo di sopraffazione che non fa bene. Spesso, poi, si sentono parole sconvenienti e volgarita'. Credo che gli spettatori siano sufficientemente adulti e maturi per separare il bene dal male".

Intanto si continua a vivere in una societa' sempre piu' secolarizzata… La Chiesa cosa fa per fronteggiare questa situazione?

"Noi non possiamo imporre nulla, ma solo incidere maggiormente nel tessuto sociale. Necessitiamo di un linguaggio piu sobrio, anche se oggi la freddezza della tecnologia ha in parte oscurato la capacita' del dialogo. Pensi, il nostro vocabolario possiede 15.000 vocaboli e si stima che i ragazzi, in media, ne adoperino appena tra gli 800 e 1.000".

Monsignor Ravasi, scienza e fede sono incompatibili?

"Usero' una metafora musicale. Le due categorie possono coesistere: sia un duetto e non un duello. Ognuno dei due intelocutori deve cercare di capire le ragioni dell'altro, senza prevenzione ma senza neppure perdere la propria identita'. Per essere chiari, nel caso di noi cattolici, senza rinunciare ai principi non negoziabili".
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