La «cura» Veltroni

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Bene
00Thursday, October 11, 2007 5:39 PM

La «cura» Veltroni
Stefano Maria Chiari
10/10/2007

Walter Veltroni

Veltroni ha fatto di Roma la città più tartassata d’Italia, e tra le peggio servite se si guarda alle classifiche sulla qualità della vita…
Questo dato emerge da uno studio condotto dall’Andoc (Associazione nazionale dottori commercialisti) in collaborazione con il Centro Studi Cives che, a distanza di quasi dieci anni dalla sua prima introduzione con Decreto legislativo 28 settembre 1998, ha analizzato l’elevato livello di pressione fiscale esercitato dagli Enti locali, la cui capacità impositiva va ben oltre gli originari principi di «compensazione» e si presenta come uno strumento complementare della politica fiscale nazionale.
Con la conseguenza, non secondaria, di «dividere» - in questo caso concretamente - l’Italia in isole più o meno felici (o infelici) dal punto di vista fiscale.
Lo studio ha preso in esame la fiscalità «locale» delle 9 principali città italiane, nei confronti dei lavoratori dipendenti, degli autonomi e delle imprese.
E’ stata scorporata l’incidenza dell’ICI, che rappresenta complessivamente il 20% della tassazione locale, in via di modifica per la revisione degli estimi catastali.
L’inchiesta ha preso come punto di riferimento la famiglia media tipo con un reddito annuo di 27mila euro e che vive in un’abitazione di 80 metri quadrati, nonché alcune attività autonome significative e particolarmente diffuse.
Ebbene, in tutte le voci di tassazione, Roma risulta tre volte prima (cioè ha le aliquote più elevate), due volte seconda e una sola volta terza.
Per il lavoratore dipendente che vive nella Capitale, la cifra che paga sommando IRPEF comunale e regionale con la Tassa rifiuti, è di 753 euro; seguono Bologna con 746 e Napoli con 739.
Ma il rapporto con la qualità della vita è sconsolante, perché è solo al 51°spolvera proposte, che dovrebbero costituire una posto. (1)

Nonostante tutto il «Sindaco d’Italia» reale soluzione alla liquidità del Bel Paese, «esiste la necessità di vendere il patrimonio immobiliare pubblico attraverso processi più efficaci di quelli finora messi in campo al fine di dare un contributo immediato alla riduzione dello stock del debito», cosa che il Water ha già messo in pratica per il Comune di Roma, ove le aziende di proprietà si sono viste costrette a vendere i loro immobili, con il risultato di complesse trattative giuridico economiche che hanno gravato, nel frattempo, le casse capitoline del pagamento di esosi contratti di locazione.
Ma il tentativo di Veltroni è a 360°; si cerca di accalappiare anche il consenso dell’elettorato cattolico o presunto tale, mediante lo sposalizio radicale con posizioni tra loro inconciliabili.
Già! Per cercare di salvare sia la moglie ubriaca sia la botte piena, il sindaco si ingegna filosofo e dipinge uno scenario sentimentalmente accattivante di uomo dal cuore tenero e comprensivo, capace di non discriminare nessuno (minoranze gay comprese) (2) né di scontentare alcunché: «Nessuna contraddizione nel sostenere sia le famiglie che conviventi», afferma serafico.
Il tentativo di circuire politicamente i cattolici Veltroni lo aveva già messo in atto nel 2000, quando aveva scritto un libro, il cui titolo è tutto un programma: «Forse Dio è malato».
Veltroni aveva fatto un viaggio in Africa e ne era tornato con una serie di idee originalissime:
«La malaria uccide ogni anno tre milioni di bambini, quando per fermarla basterebbero zanzariere del costo di cinque dollari l’una».
Una situazione «immorale per qualsiasi coscienza degna di questo nome».
Veltroni padroneggia così bene l’etica, da spiegare al Papa come la Chiesa potrebbe aiutare l’Africa: «Ho provato, rispettosamente e sommessamente, a far notare che, di fronte all’emergenza dell’Aids in Africa, sarebbe bene cadessero le prescrizioni morali che indicano ai fedeli cattolici di non fare uso di anticoncezionali».

Più avanti, Walter pubblica una pagina in cui un soldato tedesco in trincea a Stalingrado fa una tremenda professione di ateismo.
Il male del mondo come prova dell’inesistenza del Creatore.
Un’idea vecchia, che serve per introdurre la solita accusa, lanciata sotto forma di domanda sibillina: «Il mondo occidentale, il Vaticano, le cancellerie, sapevano della Shoah? (...) Quel silenzio pesa».
L’idea del titolo - quella del Dio-malato - è una mezza bestemmia, ma a Veltroni l’ha suggerita padre Alex Zanotelli.
«In questo paesaggio - scrive ispirato Veltroni - sembra davvero che Dio sia morto. Invece padre Alex dice che forse è malato. Che forse non ce la fa a rimettere le cose in ordine. Dio forse l’ha fatto ammalare il mondo, con le sue incredibili ingiustizie».
Ecco: qui c’è tutto il minimalismo vincente del Veltroni-pensiero.
Si potrebbe dire che se Togliatti fu il Migliore, Walter potrebbe passare alla storia come «il Minore».
Nietzsche aveva anticipato tutto il terribile dramma del ‘900 proclamando la folle idea della «morte di Dio», anzi dell’omicidio della divinità consumato dall’uomo moderno.
Veltroni preferisce una soluzione intermedia, che possa mettere insieme atei e (certi) cattolici: diciamo che Dio non sta tanto bene.
Sembra una battuta di Woody Allen, e invece è la serissima riflessione teologica del leader maximo del progressismo italiano.
A Dio serve una mano, da solo non ce la fa.
Di che cosa ha bisogno?

Ma è semplice: del Partito democratico (3).
Da tante mirabolanti premesse e da tanto abile metamorfico potere, come stupirsi della sua scelta da parte di chi effettivamente voglia sopravvivere, fingendo di sparire, dietro le mentite spoglie di un’immortale ipocrisia?

Stefano Maria Chiari


Note
1) www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo382749.shtml
2) www.gay.it/channel/attualita/23489/
Veltroni-se-eletto-appoggero-legge-su-diritti-gay.html
3) www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=211117

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SetteOttobre
00Friday, October 12, 2007 11:04 AM
...che belle notizie... [SM=g8334] [SM=g8334] [SM=g8334]
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