Dossier: Grazie Chiesa

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Bene
00Tuesday, November 20, 2007 4:58 PM
Grazie Chiesa per la tua dottrina
Autore: Don Claudio CRESCIMANNO

Alla Chiesa cattolica si deve gratitudine anche per la grandezza della dottrina che insegna. Rivelata da Dio e custodita dalla Chiesa, offre all’uomo la via per rispondere ai quesiti fondamentali della sua esistenza e per guadagnarsi il destino eterno.


Un dovere di gratitudine
Uno dei frutti più amari e velenosi dell’attuale secolarizzazione è la perdita del senso di gratitudine degli uomini, e in certi casi addirittura degli stessi cattolici, verso la Chiesa.
Nelle pagine seguenti sono enumerati una serie di motivi, solo alcuni fra i tanti, che ci dicono invece quanto ciascuno di noi e tutto il nostro mondo, sia debitore a questa Madre e Maestra premurosa.
Il primo e più grande di questi motivi è la dottrina che essa insegna. La Chiesa è stata ed è il più grande faro di verità nel mondo; in alcuni periodi della storia dell’umanità, l’unico che abbia continuato a splendere in mezzo ad una tenebra pressoché totale. La Chiesa è infatti il prolungamento della vita e dell’opera di Colui che disse: «Io sono la via, la verità e la vita… chi segue me non cammina nella tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 14,6; 8,12). Per questo la sua vocazione fondamentale è essere colonna e sostegno della verità (1 Tim 3,15). Purtroppo anche se la Luce è venuta nel mondo accade spesso che gli uomini preferiscano le tenebre alla luce, perché le loro opere sono malvagie: chiunque, infatti, fa il male odia la luce (Gv 3,19-20).
Non ci meravigliamo dunque dell’ostilità di molti, ma non ci lasciamo condizionare da essa, e anzi, rinsaldiamo i motivi del nostro affetto e della nostra gratitudine.


La bellezza della nostra fede

Lo splendore della verità cattolica, segno inequivocabile della sua soprannaturalità, rifulge anzitutto nell’estensione dell’insegnamento della Chiesa.
Il suo magistero, infatti, abbraccia tutto ciò che riguarda Dio e tutto ciò che riguarda l’uomo. Non ci sono dunque vuoti, zone d’ombra, che questa luce non raggiunga e rischiari. Le filosofie, le ideologie, le religioni, tutti i sistemi di pensiero umani pretendono di essere totalizzanti senza riuscire mai, però, a parlare a tutto l’uomo e di tutte le dimensioni dell’uomo; solo la Rivelazione divina custodita e spiegata dalla Chiesa dice all’uomo con autorevolezza e credibilità chi è lui e chi è Dio, qual è il senso della sua vita, in che cosa consiste la sua più intima vocazione, cosa lo attende dopo la morte; quali norme seguire nel suo agire e la loro relazione con la sua felicità presente e futura; In secondo luogo risplende per la perfetta coerenza. La dottrina che la Chiesa insegna pur vasta e complessa come dicevamo, non presenta alcuna contraddizione. Anche in questo la differenza con le filosofie e le religioni, frutto dell’elaborazione dell’uomo, è abissale. Chi studia con attenzione le dottrine degli uomini non può non riscontrare in esse incongruenze: è infatti inevitabile che un sistema di pensiero prodotto da un uomo ed evolutosi nel tempo con il contributo di altri uomini risente della disomogeneità dei diversi apporti. In Dio invece non può esserci contraddizione e quindi non ci può essere nella sua Rivelazione. Tale è infatti la dottrina della Chiesa che si esplicita ed incrementa nel tempo restando sempre fedele a se stessa. La più convincente garanzia di tale coerenza è paradossalmente l’instancabile sforzo con cui i nemici della Chiesa di ogni tempo si sono adoperati per trovare in essa delle pecche: il totale fallimento di tanto impegno non ha fatto che mettere in luce, per contro la bellezza della verità. Infine si manifesta nella mirabile armonia che permea e lega l’insieme dei suoi contenuti.
Come l’impareggiabile Vittorio Messori ha illustrato da par suo, la logica del cattolicesimo «è fondata sul paradosso dell’unione degli opposti… Dio è uno e trino; Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo; la Chiesa è corpo mistico di Cristo e istituzione umana; è visibile e invisibile; in essa convivono libertà e obbedienza; la Bibbia comprende Antico e Nuovo Testamento; è frutto di ispirazione divina e di redazione umana; l’uomo è composto di anima e di corpo, di spirito e materia; Maria è vergine e Madre; il Credo ha la sua fonte nella Scrittura e nella Tradizione; la salvezza si raggiunge con fede e opere;… la fede si basa su ragione e rivelazione; per approfondirne il senso servono filosofia e teologia;… la condizione umana è segnata dal peccato e sanata dalla redenzione; nel futuro di ogni uomo ci sono morte e risurrezione…» (V. Messori, Qualche ragione per credere, Mondadori, pagg. 58-59).
La bellezza della nostra fede consiste nell’armonizzazione ragionevole e misterica insieme di questi apparenti paradossi, mentre l’eresia consiste proprio nello spezzare tale armonica bellezza soprannaturale, come ci insegna Pascal: «C’è un gran numero di verità sia di fede che di morale che sembrano ripugnare tra loro e invece sussistono in un ordine mirabile. La fonte dell’eresia è sempre l’esclusione di qualcuna di tali verità… gli eretici non potendo capire come due verità opposte si concilino e credendo che l’ammissione di una implichi l’esclusione dell’altra, si aggrappano all’una ed eliminano l’altra…» (B. Pascal, Pensieri, Editrice La Scuola, pag. 187).
E il grande convertito Chesterton spiega: «L’eresia è quella verità che trascura le altre. Solo la Chiesa cattolica è il luogo in cui tutte le verità si danno appuntamento e riescono a convivere» (Citato in V. Messori, Qualche ragione per credere, Mondadori, pag. 60).
Perché una fede che propone tali paradossi è anche ragionevole? Semplice: perché il paradosso non scade mai nella negazione del principio di non contraddizione, che è il doveroso fondamento di quel rigoroso esercizio di razionalità che sempre deve accompagnare l’investigazione della Rivelazione. Prendiamo ad esempio il primo e più fondamentale dogma della nostra fede: Dio è uno e trino. Questa affermazione ci pone al cuore di un mistero, la vita intima di Dio che noi uno nell’essere e trino nelle persone, dunque non sotto lo stesso aspetto; cadremmo invece in una contraddizione se noi dicessimo che egli è uno e tre contemporaneamente nella natura, oppure nella persona. È dunque un mistero che supera la nostra capacità di formarcene una immagine, ma non una contraddizione che scade nell’assurdo.

Un esempio di grandezza.
Che la dottrina della Chiesa superi in bellezza, profondità e contenuti tutte le altre dottrine umane lo si evince facilmente dall’esame di alcuni passi della sacra Scrittura. Tra le innumerevoli possibili scelte, portiamo ad esempio il celeberrimo “Discorso della montagna”, che un protestante liberale del secolo XIX giudicava in questo modo: «Esso contiene un incomparabile tesoro di sapienza e di morale religiosa, e in tutti i tempi fu sempre giustamente considerato come la perla di tutti i discorsi consegnati nei nostri Vangeli. Non c’è una riga, non una parola che non porti il sigillo dell’originalità, dell’assoluta verità, della concezione più sublime, del sentimento più ammirabile.
Se mai la tradizione, che ci ha conservato i ricordi del passaggio di Gesù sulla terra, ha in sé la certezza e la prova della sua fedeltà, è proprio qui; e si può dire che qui non c’è una sola sentenza che non sia diventata una massima proverbiale per tutti i secoli, senz’aver perduto nulla della sua potenza e del suo valore» (Reuss, Histoire évangélique, Paris 1876, p. 191).
San Giovanni Crisostomo sosteneva che se tutti i cristiani vivessero l’ideale del discorso della montagna, il paganesimo non avrebbe avuto più ragione di esistere. Perché questo programma di vita è l’unica fonte di felicità individuale, familiare, sociale, internazionale; e le dottrine che l’hanno cercata altrove contribuiscono tutte quante a diminuire questa felicità e a compromettere quella eterna.

Faro di civiltà
A questo punto qualcuno potrebbe pensare che ciò che abbiamo detto nelle righe precedenti riguardi in fondo solo i credenti cattolici, cose della Chiesa, tutte interne alla Chiesa. Ma non è così. Non lo è mai stato, poiché il cattolicesimo è una bellezza di verità e di vita che si irradia e di cui il mondo non può fare a meno in nessuna epoca; ma soprattutto non lo è oggi.
La comunità umana non ha mai conosciuto un tempo di progresso scientifico e tecnologico come quello che sta vivendo, almeno nel nostro Occidente; nel contempo, purtroppo, è immersa in una barbarie culturale, morale e religiosa senza precedenti.
Il disprezzo per la ragione e il trionfo del pensiero debole; il relativismo culturale e l’egemonia dell’opinione; l’oscuramento delle più fondamentali norme morali circa la vita, la sessualità, la libertà; la falsificazione dei rapporti tra uomo e uomo, tra uomo e società, tra uomo e natura; la determinazione di costruire un mondo senza Dio, anzi contro Dio, con l’immancabile conseguenza che esso si rivolti contro l’uomo stesso; il trionfo di nuove e più spaventose ideologie della massificazione e dell’appiattimento…
In mezzo a questo caos, frutto di un disegno distruttore, unica rimasta a rivendicare i diritti di Dio e dell’uomo, della ragione e del bene, è rimasta la Chiesa cattolica. Cosa ne sarebbe del nostro mondo se per assurdo le porte degli inferi potessero prevalere, se questo faro di civiltà si oscurasse, se tacesse il suo Magistero che oggi nella persona di Benedetto XVI indica senza sosta agli uomini del nostro tempo la bellezza che promana dalla verità di Dio che è verità sull’uomo, sulla sua storia e il suo destino?
Grazie Chiesa cattolica, unica Chiesa di Cristo, depositaria e propagatrice della divina Rivelazione e quindi ultima vera amica dell’uomo.








IL TIMONE – Dicembre 2006 (pag. 36-38)

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